Pizzoccheri fatti a mano, carni cotte al camino e i vini della valle. Una sala di legno vero, tre generazioni della stessa famiglia in cucina.
Lorenzo ha aperto la trattoria nel 1978, in una casa di famiglia a due passi dal centro di Bormio. La ricetta dei pizzoccheri non è mai cambiata.
Oggi in cucina c'è ancora la stessa famiglia: la figlia di Lorenzo guida la sala, il nipote è ai fornelli. Gli ingredienti arrivano dagli stessi allevatori e casari della valle da più di quarant'anni — il grano saraceno da un mulino a Teglio, la bresaola da un norcino di Chiuro, il Bitto da un alpeggio sopra i 1800 metri.
Niente carta plastificata, niente fretta: solo una sala di legno vero, il camino acceso da ottobre a maggio, e i piatti che i bormini portano ancora ai loro ospiti come biglietto da visita della valle.
Castagne, vino novello e capretto al forno. Menu fisso, posti limitati.
Degustazione guidata di quattro annate di Bitto d'alpeggio abbinate ai vini di Sassella e Grumello.
I casari della valle raccontano la loro stagione in malga, con degustazione in sala.
I pizzoccheri più buoni che abbia mai mangiato in Valtellina. Il camino acceso e il servizio senza fretta fanno il resto.
Locale familiare, prezzi onesti, capretto cotto alla perfezione. Ci torniamo ogni volta che saliamo a Bormio.
Prenotazione facilissima da telefono, tavolo pronto all'orario esatto. Bresaola tagliata al coltello da provare.